
“Il Metodo Gentile”: ascoltare il territorio per raccontarlo. Giorgia Deiuri e Rosi Di Gaetano: due donne che hanno fatto della gentilezza la loro bussola
“Il Metodo Gentile”: ascoltare il territorio per raccontarlo. Giorgia Deiuri e Rosi Di Gaetano due donne che hanno fatto della gentilezza la loro bussola
Un incontro casuale a Palermo tra una consulente di marketing territoriale e un’artigiana del vetro ha dato vita a una collaborazione che intreccia identità siciliana, antiche carte da gioco e una nuova filosofia della promozione locale.Tutto è cominciato da un pranzo. Una consulente entra in una boutique del vetro, Vetrosi, rimane colpita da quello che definisce «una chicca, un luogo dell’arte e dell’artigianato»: da quell’incontro fortuito nasce la collaborazione tra il Metodo Gentile portato avanti da Giorgia Deiuri e l’attività artigianale di Rosi Di Gaetano, e con essa una serata-evento che porta il nome di una carta siciliana del XVII secolo: U Triunfo. Il Metodo Gentile nasce dall’esperienza accumulata lavorando sui territori a livello nazionale e internazionale, in Cile, in Inghilterra, e poi di ritorno in Italia. La sua ideatrice, Deiuri, racconta come il passaggio da una cultura all’altra le abbia aperto gli occhi: «Ero sempre la stessa, ma non riuscivo a comprendere il ritmo, i tempi del territorio cileno.» Da questa consapevolezza è emersa una riflessione profonda su cosa significhi promuovere un luogo in modo autentico. Il metodo rovescia la logica della promozione calata dall’alto. Invece di costruire un’immagine artificiale, chiede di partire dall’ascolto, delle tradizioni, dei modi di dire, delle usanze, dell’anima di un posto. «Molte volte i territori non hanno bisogno di essere promossi — hanno già tutto — ma hanno bisogno di essere raccontati con autenticità.» Il vero problema, spesso, è la mancanza di senso di appartenenza, la gente sente che nel proprio territorio non c’è niente di nuovo da dire, quando in realtà il problema è non saper riconoscere il valore di ciò che si ha. «Non dobbiamo inventare niente: dobbiamo fare un’autoanalisi di quello che siamo e far capire agli altri quale sia la nostra vera identità» Giorgia Deiuri. È in questo contesto che entra in gioco il lavoro di Rosi Di Gaetano, artigiana palermitana associata ad Alab, che nel suo laboratorio in via Bara all’Olivella crea gioielli, oggetti da arredo, quadri, pannelli decorativi in vetro e ventagli, tutti con un filo rosso che rimanda alla Sicilia. Da tempo Di Gaetano stava conducendo una ricerca artistica sulle simbologie delle carte siciliane antiche, uno studio che l’ha portata a risalire alle origini: i Triunfi Siciliani, i primi tarocchi realizzati a Palermo, nel XVII secolo. «Mi sono fatta mandare dall’illustratore le carte originali antiche», racconta, «e ho tutta la storia che ancora sto studiando e approfondendo.» In quelle carte Rosi Di Gaetano ha ritrovato le quattro virtù fondamentali — la costanza, la temperanza, la giustizia, la fortezza — e ha scoperto che la gentilezza, pur non comparendo come carta autonoma, affiora in molte di esse: nella Costanza, nell’Imperatrice, in altri simboli che custodiscono, nei loro significati profondi, quella qualità difficile da definire e facilissima da riconoscere. «Quello che faccio» racconta Di Gaetano « è studiare la tradizione e i simboli tradizionali per poi dare nuovi significati a queste stesse carte. Voglio parlare della giustizia, della gentilezza, della virtù, ma riferendomi all’attualità, al nostro tempo, al nostro presente. Questi simboli cambiano significato nei miei lavori.» È proprio qui che le due strade si incontrano. «La gentilezza è una delle virtù», spiega Giorgia Deiuri, «e così ci siamo trovate.» La carta scelta come simbolo della serata è quella della Costanza: un valore che le due protagoniste sentono profondamente connesso alla loro filosofia. La gentilezza non può essere un gesto isolato, ma deve essere una postura duratura nel tempo, coerente e continua. Presenza. Continuità. Costanza, appunto. La ricerca di Di Gaetano non si esaurisce nelle carte. È un progetto più ampio, che abbraccia il vetro, la pittura, la decorazione, i ventagli — e che intende parlare al presente attraverso il passato. «Da un lato si fa conoscere la tradizione antica […] dall’altra si trova un nuovo linguaggio più contemporaneo e attuale.» Un linguaggio necessario anche per ragioni di urgenza culturale: i Trunfi Siciliani sono carte ancora vive nel cuore della Sicilia, ma stanno lentamente scomparendo dall’orizzonte della memoria collettiva. Il lavoro di Di Gaetano si nutre di contaminazioni. Attorno alla tematica delle carte siciliane si è creato nel tempo un piccolo ecosistema di voci — tarologi, scrittrici, poeti — tra cui anche il romanzo L’incartatrice d’arance, di Barbara Bellomo, legato a una tipografia catanese dove, si racconta, vennero stampati alcuni dei primi tarocchi siciliani. «Mi piace il fatto che diversi tipi di arte si parlino fra loro», dice Di Gaetano. «Si è creato un incontro tra poeti, scrittori, tutto intorno alla tematica delle carte siciliane antiche. Questa cosa mi piace molto. Il prossimo passo è già in cantiere, progetti e lavori dedicati alle virtù.» Un lavoro che Di Gaetano intende presentare pubblicamente una volta ultimato, con l’idea di costruire attorno a questi temi degli incontri con momenti in cui le carte tornino a essere ciò che erano: uno strumento per leggere il tempo che si vive. Dal Metodo Gentile nasce anche un libro di Giorgia Deiuri accessibile e pensato per chiunque, non solo per operatori del turismo o del marketing territoriale. L’obiettivo è aiutare le persone e le comunità a riconoscersi in quello che sono, senza snaturarsi. Un testo che parla di identità, di radici, di orgoglio di appartenenza. E che ricorda, con discrezione, che la gentilezza non coincide con l’essere smielosi: «È anche rigidità, o l’essere un po’ ruvidi se necessario, perché quella è la tua vera identità.» La serata nella boutique di Rosi Di Gaetano, a Palermo il 23 maggio, è stata la manifestazione pratica di questo principio: un luogo che racconta la Sicilia attraverso la cura, la coerenza, la musica e l’artigianato. Una realtà che non inventa nulla, e per questo, dice il metodo, è già straordinaria.
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