A Catania «Il Giardino Sventrato»: Piazza Falcone diventa Piazza dei Popoli

A Catania «Il Giardino Sventrato»: Piazza Falcone diventa Piazza dei Popoli

Sabato 12 settembre 2026, alle ore 18.30, Piazza Falcone a Catania ospiterà “Il Giardino Sventrato”, opera in cinque movimenti di Turi Zinna, con la regia congiunta di Turi Zinna e Federico Magnano San Lio. Zinna è anche esecutore dell’opera insieme a Nino Bellia, al Pikkolo Koro Karino Multietnico Limbulu e al Collettivo artistico Le MaleTinte. Lo spettacolo costituisce la seconda tappa di D.e-Mo 2026 | RiCostituente – Integratore poetico per democrazie affaticate e comunità atomizzate, progetto di teatro civile che trasforma luoghi della città in Stazioni dove la Costituzione prende corpo nelle pratiche delle comunità. Dopo la Stazione Scidà, dedicata alla memoria e alla restituzione collettiva di un bene confiscato alla mafia, D.e-Mo approda nel cuore di San Berillo e assume come principio attivo l’accoglienza.

La Stazione Gliozzo assume come principi attivi RiCostituenti gli articoli 2, 3, 8 e 10 della Costituzione e trasforma diritti inviolabili, solidarietà, pari dignità, rimozione degli ostacoli, libertà religiosa e diritto d’asilo in esperienza concreta, mettendoli in relazione con cinquant’anni di accoglienza, comunione tra fedi e responsabilità condivisa nella comunità del Santissimo Crocifisso della Buona Morte. “Il Giardino Sventrato” è un’opera di teatro comunitario, costruita con l’insieme umano che gravita intorno al Crocifisso: artisti, abitanti, persone migranti, musicisti, bambini, associazioni e realtà sociali del territorio compongono un organismo scenico plurale. Il titolo richiama la ferita urbanistica e sociale prodotta dallo sventramento di San Berillo. Negli anni Cinquanta uno dei quartieri più popolosi e vitali di Catania fu demolito in nome del risanamento; migliaia di persone vennero allontanate e intere reti di relazioni furono disperse. Quel vuoto continua ad agire nel presente, riaffiorando nei processi di marginalizzazione e nella ricorrente tentazione di affrontare il disagio attraverso nuove espulsioni. L’opera intreccia documenti storici, materiali giornalistici, testimonianze, musica e scrittura poetica, mettendo in relazione il mito di Tifeo, la storia di San Berillo, la colonizzazione italiana della Libia e le migrazioni contemporanee. Vicende storicamente distinte entrano in risonanza intorno a una domanda: che cosa accade quando un territorio viene dichiarato degradato, vuoto o disponibile e le persone che lo abitano vengono trasformate in ostacoli da rimuovere? Il Mediterraneo appare come uno spazio attraversato in direzioni opposte: un tempo l’Italia lo percorse con un esercito invasore per occupare la Libia; oggi trasferisce sull’altra sponda il proprio confine e arresta in Africa il viaggio di chi tenta di raggiungerla. La memoria coloniale incontra così il presente dei respingimenti, delle detenzioni e delle violenze subite lungo le rotte migratorie. Tra le figure di riferimento dell’opera c’è Nino Bellia, poeta, cantautore e animatore della Comunità del Crocifisso della Buona Morte, direttore del Pikkolo Koro Karino L’Imbulu. La componente musicale intreccia esecuzioni dal vivo, canto, parola e materiali sonori, con Fabio Grasso tra gli esecutori musicali. Partecipano anche la squadra di calcio di strada San Berillo e il collettivo catanese di artiste visive Le MaleTinte, che ha ideato e realizzato le grandi teste di Tifeo: presenze plastiche messe in movimento nella piazza, frammenti del mostruoso gigante sepolto sotto la Sicilia che ritorna, come rimosso della violenza esercitata e subita, attraverso una pluralità perturbante di mani, forme e volti. Per la durata dell’evento, Piazza Falcone sarà poeticamente ribattezzata Piazza dei Popoli. Al termine della serata, il Comitato delle Stazioni RiCostituenti la riconoscerà con questo secondo nome come Istituzione Simbolica, Poetica e Affettiva della città: un luogo nel quale la Costituzione esce dalla pagina scritta e viene messa alla prova nelle relazioni.

IL GIARDINO SVENTRATO
Opera in cinque movimenti di Turi Zinna
Regia di Turi Zinna e Federico Magnano San Lio
Con Turi Zinna e le comunità del Crocifisso della Buona Morte
Tra gli esecutori musicali: Fabio Grasso
Con la partecipazione del Pikkolo Koro Karino L’Imbulu, di Le MaleTinte e della San Berillo Calcio

Seconda Stazione RiCostituente – Stazione Gliozzo
Piazza Falcone / Piazza dei Popoli – Catania
Sabato 12 settembre 2026, ore 18.30

Lo spettacolo in piazza è gratuito e aperto a tutti. La prenotazione è richiesta esclusivamente per il Rito della soglia: un percorso sonoro in cuffia, fruibile da un massimo di 50 spettatori, che, prima dello spettacolo, accompagna i partecipanti attraverso gli spazi del Crocifisso della Buona Morte fino alla piazza, preparando lo sguardo e l’ascolto all’opera.

I posti a sedere sono limitati e disponibili fino a esaurimento.

Prenotazione al Rito della soglia:
https://crm.retablo.org/#/prenota/d809a58a-04ae-4859-b0e6-3d73e92b2826

Un progetto di Retablo ETS, nell’ambito di D.e-Mo 2026 | RiCostituente – Integratore poetico per democrazie affaticate e comunità atomizzate.

L’iniziativa rientra in “Palcoscenico Catania 2026” del Comune di Catania, finanziata dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo – Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.

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