Alla scoperta di un artista e della sua terra: la Calabria di Giuseppe (Pino) Miniaci al “Savuto’s Fair”

Alla scoperta di un artista e della sua terra: la Calabria di Giuseppe (Pino) Miniaci al “Savuto’s Fair”

La lussureggiante e misconosciuta valle del fiume Savuto ha una storia antichissima. Attraversata dalla antica via Annia-Popilia, ha visto nei secoli il passaggio di genti di ogni provenienza. Il Savuto non è solo un fiume, ma è il luogo dell’infanzia di Pino Miniaci, a cui la manifestazione culturale è dedicata. “Fair” vuol dire sia la “fiera”, quella che due volte all’anno anima la valle, plurisecolare simbolo di commerci e di scambi, ma anche simboleggia il concetto di giustizia e solidarietà tra gli uomini. Questo, infatti, avrebbe voluto Pino Miniaci: che la sua terra divenisse punto di rinnovate relazioni umane, di scambi culturali e di nuovi stimoli di crescita. Era l’11 aprile 2019 quando l’artista calabrese morì improvvisamente. Miniaci era nato il 29 agosto del 1959 a Grimaldi, da cui si era allontanato presto per poter studiare. Tornó in Calabria dopo anni trascorsi tra gli studi all’Accademia di Belle Arti di Viterbo, dove fu allievo del maestro Aldo Caron, e l’insegnamento di scultura nelle scuole trentine e campane. A distanza di tempo SeminAria vuole ricordare in modo più strutturato e duraturo l’uomo e l’artista. Generosità, gentilezza, bontà d’animo e disponibilità verso gli altri erano connaturate al suo essere artista e insegnante. E uomo di fede. Nelle sue opere di qualsiasi materiale esse fossero fatte, tela, legno, ferro, ceramica, bronzo, gesso, pietra, essa rivestiva un ruolo centrale. Per Miniaci anche il metallo più pesante assumeva una levità di uccello. Era come se Dio lo ispirasse. È necessario in questi tristi tempi di guerra e dolore riprendere tutta la sua opera, gettare uno sguardo non distratto su dipinti e sculture disseminate ovunque, magari iniziando da quelle sotto gli occhi di tutti: “Madre con soldato morente” in piazza a Malito, o i bassorilievi della ” Via Crucis” dispersi tra le vie di Grimaldi.

Tra i propositi di Seminaria la visione condivisa di queste opere bronzee è primaria. L’inizio della “Fiera” è previsto per venerdi 28 agosto alla 17,30 proprio davanti alla scultura posta in piazza del Popolo a Malito. Porteranno i saluti il sindaco Franco De Rosa e Anna Petrungaro, presidente di SeminAria. Si proseguirà poi in località Petrara, dove si potrà visitare lo studio dell’artista e ammirare altre sue opere, esposte insieme a quelle della pittrice Maria Naccarato e del fotografo Franco Daddo Scarpino. Tre raffinati poeti, Mario Saccomanno, Anna Petrungaro e Giuseppe Condorelli, animeranno la serata di questa amena località discutendo e chiacchierando di arte e letteratura con Antonietta Malito. Il mattino dopo, sabato 29 agosto, a Grimaldi, partirà la visita delle formelle bronzee della famosa “Via Crucis” di Miniaci. I partecipanti al trekking urbano saranno salutati dal sindaco Paolo Stilla e guidati dalle letture di Franco Araniti e di Michele Andronico. Nel pomeriggio si tornerà alla Petrara di Malito per una intensa discussione guidata da Andronico intorno alla scrittura di Francesca Anili, mentre il direttore artistico Pierluigi Pedretti con Condorelli dialogheranno con il famoso antropologo Mauro F. Minervino di «strade e vita». Gli incontri saranno intervallati dalle canzoni di Mario Saccomanno e dal sax di Emanuele Germanese. La conclusione di domenica 30 agosto: Santa Lucerna, il monte «sacro» a cui Pino Miniaci era particolarmente legato, vedrà fin dal mattino i suoi sentieri percorsi dagli escursionisti di Savuto’s Fair sulle tracce degli antichissimi abitanti. Non a caso a chiudere la manifestazione è stato chiamato nel pomeriggio il prof. Fabrizio Mollo, archeologo dell’università di Messina, profondo conoscitore della storia del territorio che ne parlerà con Bruno Pino.

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