Anthea Ipsale presenta «Salomè – autopsia di un’identità», esordio ufficiale di Area Protetta di Coltivazioni Poetiche

Anthea Ipsale presenta «Salomè – autopsia di un’identità», esordio ufficiale di Area Protetta di Coltivazioni Poetiche

Retablo ETS annuncia il lancio ufficiale di Area Protetta di Coltivazioni Poetiche, nuovo contenitore di ricerca e sviluppo artistico all’interno del progetto curatoriale permanente Dreamaturgy Zone. La prima iniziativa pubblica si terrà sabato 7 e domenica 8 marzo 2026, alle ore 19.30, presso viadelprincipe in via del Principe 20 a Catania, con la presentazione di «Salomè – autopsia di un’identità, performance di e con Anthea Ipsale.» Area Protetta di Coltivazioni Poetiche nasce da una constatazione precisa: i meccanismi ordinari di finanziamento e valutazione della cultura tendono a escludere sistematicamente i progetti che abitano l’incertezza: le idee ibride, inclassificabili, che si trovano in uno stadio embrionale o in una zona di confine tra linguaggi. Il sistema premia ciò che è già dimostrato, replica ciò che ha già funzionato. Il rischio culturale, l’unica condizione in cui la ricerca artistica vera può avvenire, viene progressivamente espulso dai margini della progettualità ordinaria. L’Area Protetta risponde a questa tendenza con un gesto metodologico e politico insieme: strutturare uno spazio in cui progetti performativi e intermediali ad alto coefficiente sperimentale trovino tempo, cura e condizioni favorevoli allo sviluppo, prima di essere mostrati e prima ancora di sapere quale forma prenderanno definitivamente. Le coltivazioni poetiche funzionano come gli ecosistemi protetti: hanno bisogno di suolo preparato, di tempo dilatato, di un’attenzione che non misuri il valore del lavoro in termini di visibilità immediata. Il lavoro dell’Area si articola in tre condizioni coesistenti: Germoglio, Crescita, Fioritura, pensate come fasi organiche che possono coesistere e sovrapporsi nel percorso di ogni singolo progetto.

La prima artista in cura: Anthea Ipsale

Per la sua prima apertura pubblica, Area Protetta di Coltivazioni Poetiche accoglie Anthea Ipsale, artista multidisciplinare catanese la cui pratica si muove tra performance dal vivo, scrittura, regia, sound design e dispositivi drammaturgici per il coinvolgimento del pubblico. Diplomata cum laude in Scenografia Teatrale presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, Ipsale ha frequentato il corso Sound Art and Sonic Arts presso la Sibelius Academy di Helsinki; ha sviluppato una ricerca che utilizza strumenti digitali per indagare la relazione tra spazio, performer e pubblico e le forme di ritualità contemporanea che li coinvolgono. Ha lavorato in contesti internazionali tra Italia, Lettonia, Spagna, Germania, Marocco e Ucraina, con esperienze in residenza artistica, Erasmus+ ed European Solidarity Corps. Il suo profilo incarna esattamente il tipo di ricerca che Area Protetta intende custodire: una pratica che attraversa con disinvoltura i confini tra discipline, che lavora per sinestesia e per stratificazione, che non ha ancora esaurito le sue domande e per questo è ancora generativa. La performance che Anthea Ipsale porta a viadelprincipe – Salomè – autopsia di un’identità – prende le mosse dalla Salomè di Oscar Wilde e la reinventa come evento scenico immersivo, una matrioska drammaturgica in cui racconto, musica e azione si aprono l’uno dentro l’altro. La vicenda si insinua in un contesto festivo, elegante e perturbante: un ambiente seducente che lentamente si incrina, lasciando affiorare desiderio, potere, ossessione. La struttura non è lineare. Procede per frammenti, interferenze, irruzioni. I personaggi attraversano la scena come presenze intermittenti: più forze che psicologie, incarnazioni di attrazione e rifiuto, controllo e abbandono. La celebre danza diventa un dispositivo di rivelazione: un atto politico e sensuale insieme, un gesto che svela l’ipocrisia della vicenda, ciò che la festa tenta di occultare. La drammaturgia lavora per sinestesia: la musica si fa spazio, la parola diventa ritmo, il corpo genera immagine.

La curatela di Retablo: proteggere il fragile come atto culturale

Presentare Salomè – autopsia di un’identità nella fase di work in progress è una scelta coerente con la filosofia dell’Area Protetta. Retablo non si fa produttore di un risultato già compiuto: si fa custode di un processo, interlocutore di una ricerca, spazio di immunità per un’opera che ha ancora qualcosa da scoprire su se stessa.

Questa modalità di curatela riflette il principio fondante di Retablo dal 1989: la dissomiglianza come virtù, l’ibridazione come metodo, la complessità e la creatività produttiva come condizione necessaria. In un momento storico in cui le logiche della forza sembrano imporsi su ogni forma di negoziazione e convivenza, scegliere di coltivare l’arte fragile, di darle tempo e cura, è un gesto che va oltre la programmazione culturale. È una postura civile. Viadelprincipe, casa temporanea del collettivo artistico di Retablo nel quartiere Tondicello della Plaja, è lo spazio giusto per questo inizio: un luogo già radicato nella pratica di un fare cultura che parte dal territorio, che abita le periferie per scelta, che crede nella cultura come infrastruttura del pensiero collettivo.

Ingresso 5 euro + contributo volontario a sostegno del progetto

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