
«Qui prima non c’era il nulla». Nasce a Gibellina l’opera-giardino di Lucia Veronesi
«Qui prima non c’era il nulla». Nasce a Gibellina l’opera-giardino di Lucia Veronesi
Nasce a Gibellina nell’ambito del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, un nuovo giardino mediterraneo che mette in relazione arte, paesaggio e memoria e pone l’attenzione sulle questioni ecologiche ancora aperte. È «Qui prima non c’era il nulla», l’opera-giardino di Lucia Veronesi a cura di Cristina Costanzo, che sorge in un’area tra il Teatro di Pietro Consagra e il Palazzo Di Lorenzo di Francesco Venezia, due presenze decisive nel disegno di Gibellina Nuova. L’opera verrà presentata domenica 25 ottobre alle ore 10.30, dall’artista, in dialogo con Cristina Costanzo e Andrea Cusumano, durante un incontro aperto alla collettività
L’opera è nata dalla residenza che, da giugno a ottobre, ha portato Veronesi a lavorare a stretto contatto con la comunità gibellinese. L’artista, nella cui ricerca la tessitura e la botanica si incontrano, è partita da una storia rimasta incompiuta: quella del giardino-museo immaginato per Gibellina Nuova da Piero Burzotta e Giuseppe Barbera, mai realizzato. Da quel progetto prende avvio una riflessione su come tornare a guardare un luogo della città, riconoscendo nel paesaggio e nella memoria, le risorse per una nuova relazione con lo spazio pubblico. Nell’area scelta, il progetto interviene con un segno essenziale: la frase «Qui prima non c’era il nulla», composta in pietra gialla di Sabucina e adagiata per 22 metri sul terreno antistante Palazzo Di Loranzo. La doppia negazione del titolo richiama ciò che era già presente prima della ricostruzione e invita a osservare le tracce, materiali e immateriali, che continuano ad abitare il luogo. La scritta diventa parte di un giardino progettato con la consulenza di Giuseppe Barbera e formato da gelsi, carrubi e mandorli, alberi caratteristici del paesaggio agrario del Mediterraneo. La scelta delle specie riporta nell’area urbana una memoria botanica del territorio e restituisce ai cittadini uno spazio da attraversare e vivere.

La nuova opera si confronta così con la storia del giardino-museo mai nato e con l’idea di un intervento capace di valorizzare quanto già esiste. A orientare il lavoro sono anche la teoria dell’intervento minimo di Lucius Burckhardt e Bernard Lassus e gli studi di Barbera sul giardino mediterraneo. Veronesi ne riprende l’attenzione alla percezione, alla lettura dell’esistente e alla reversibilità dei gesti: la relazione tra opera e luogo si costruisce senza cancellare la storia dello spazio. Da qui nasce un progetto aperto, nel quale l’esperienza del giardino cambia nel tempo e nel rapporto con chi lo frequenta.
Accanto al giardino, la residenza ha dato vita a una grande opera in tessuto realizzata con le ricamatrici gibellinesi del Laboratorio Artensis, fondato da Antonella Corrao. Il ricamo riprende la frase che compare nell’intervento in pietra e nasce dall’osservazione delle specie botaniche del Belìce classificate nell’Erbario dell’Orto Botanico di Palermo. Il lavoro condiviso fa entrare nell’opera saperi, gesti e relazioni della comunità, in dialogo con una pratica artistica che da tempo utilizza il tessuto come materia e linguaggio.
L’ARTISTA
Lucia Veronesi (Mantova, 1976), dopo il diploma di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera partecipa nel 2000 al corso superiore di arte visiva della Fondazione Antonio Ratti di Como con Ilya Kabakov. Nel 2002 riceve il premio Alida Premian, per giovani artiste donne e nel 2018 vince la 69ª edizione del Premio Michetti. Nel 2023 vince la 12ª edizione dell’Italian Council e realizza il progetto La desinenza estinta, un arazzo jacquard di cinque metri per tre e una videoanimazione, entrambe parte della collezione permanente della Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro a Venezia. Nel 2026 è invitata a collaborare con la Fondazione Le Costantine nell’ambito del progetto Casa Masella – Borgo delle tessitrici. Ha esposto con mostre personali e collettive presso diverse istituzioni tra cui: Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia, Kunstindustrimuseum MiST, Trondheim, Norvegia, Moca, Londra, Istituto Italiano di Cultura, Città del Messico, Hechal Shlomo (The Wolfson Museum of Jewish Art), Gerusalemme, Kora, Castrignano dei Greci, Lecce, Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare, Museo Castromediano, Lecce, Casa Testori, Novate Milanese, Fondazione Michetti, Francavilla al Mare, Pescara.
I suoi video sono stati presentati in numerosi festival nazionali e internazionali, tra cui 32° TFF, Torino Film Festival, MUFF 10, Montréal Underground Film Festival, Canada, Cinema galleggiante, selezionata dalla Fondazione Querini Stampalia, Venezia, ODAAQ#10, Video Festival, Francia, Short Film Festival Cà Foscari, Venezia, Visualcontainer, Milano, Proyector 6° International Video Art Festival, Spagna, FacadeVideo Festival, Bulgaria, Lago Film Fest, Revine Lago, VideoArt Yearbook VIII Edizione, Bologna. Ha partecipato a diverse residenze artistiche sia in Italia che all’estero e ha collaborato a diversi progetti fondati e diretti da artisti come Yellow a Varese e Atrii, a Milano. Dal 2003 vive e lavora a Venezia dove nel 2011 ha fondato e co-diretto fino al 2015 Spazio Punch, spazio non profit con sede in Giudecca.
INFORMAZIONI
Lucia Veronesi. Qui prima non c’era il nulla | a cura di Cristina Costanzo
Presentazione: domenica 25 ottobre 2026, ore 10.30Luogo: Palazzo Di Lorenzo e area urbana tra il Teatro di Pietro Consagra e il Palazzo Di Lorenzo, Gibellina
In dialogo: Lucia Veronesi, Cristina Costanzo e Andrea Cusumano. Incontro aperto alla collettività.
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